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M’Illumino di Meno 2021

26/03/2021 Curiosità - Varie

Oggi venerdì 26 marzo ricorre l’iniziativa “M’illumino di Meno”, una giornata dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili, lanciata da Caterpillar e Radio2 nel 2005. L’edizione di quest’anno è dedicata al “Salto di specie” visto come un’evoluzione ecologica nel nostro modo di vivere che dobbiamo assolutamente fare per uscire migliori dalla pandemia. In questa giornata chiediamo all’Energy Manager del Consorzio RFX, l’ing. Francesco Fellin, come in questo periodo di pandemia siano state gestite le risorse energetiche del laboratorio.

Ingegnere che cambiamenti ha riscontrato durante questo periodo nella gestione energetica del Consorzio RFX? Ci sono delle pratiche di risparmio energetico che sono state introdotte e che potrebbero essere mantenute anche dopo la fine della pandemia?

Certamente l’ampio ricorso, del nostro istituto, al lavoro da casa (c.d. smartworking) ha avuto benefiche ricadute, per esempio, nella riduzione di utilizzo del mezzo privato e dei consumi energetici dell’Istituto, essendosi ridotta la presenza di lavoratori in sede.

Sono diminuiti i colleghi che arrivano a lavoro in autobus ma abbiamo visto che in molti hanno preferito le bici all’auto privata. Visto il perdurare dell’emergenza e l’incentivo statale sulle auto elettriche, la Direzione del Consorzio RFX sta valutando l’idea di installare colonnine per la ricarica delle auto elettriche nel parcheggio dell’Istituto. Stiamo anche continuando a lavorare nelle campagne di sensibilizzazione del personale, per introdurre e aumentare i comportamenti virtuosi.

Per sostenere la ricerca sulla fusione serve molta energia elettrica, quale è il vantaggio energetico nello studio di questo argomento e quali sono i suoi obbiettivi?

Il primo e più evidente vantaggio della fusione nucleare è la produzione di energia elettrica senza immissione in atmosfera né di elementi inquinanti (come ossidi di azoto od ossidi di zolfo) né di anidride carbonica, il principale gas ad effetto serra. L’obbiettivo della ricerca sulla fusione è arrivare a immettere nel sistema elettrico un’energia sicura, ecocompatibile e potenzialmente illimitata. E’ opportuno tuttavia ribadire che la fusione nucleare non può, a rigore, contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici indicati nell’Accordo di Parigi in quanto si ritiene sarà disponibile solo nella seconda metà del secolo. La ricerca in questo settore è però determinante perché tra gli obbiettivi della fusione nucleare c’è quello di aumentare il livello di “sicurezza dell’approvvigionamento” del sistema elettrico. Infatti, una centrale elettrica a fusione sarà in grado di generare elevati livelli di potenza ed energia per unità di superficie impegnata (una singola centrale da 1 Gigawatt produrrebbe circa 6.5-7 miliardi di kWh ed impegnerebbe una superficie di 200-300 ettari) in modo continuativo (indicativamente per più dell’80% delle ore dell’anno). Quindi potrà fornire una “base sicura” di produzione di energia elettrica, riducendo il numero di eventi in cui la generazione elettrica nazionale potrebbe risultare inferiore alla domanda. Infatti, in un sistema di generazione elettrica basato prevalentemente su fonti rinnovabili variabili, tale situazione si verifica nel caso di picchi di domanda in concomitanza di una scarsa produzione da fonti rinnovabili dovuta a particolari e non sempre prevedibili condizioni meteorologiche.

Per quanto concerne il Consorzio RFX quale potrebbe essere considerato il nostro “salto di specie” di quest’anno?

E’ in fase di ultimazione l’ampliamento del corpo uffici, un prefabbricato a due piani in classe A, destinato ad ospitare ricercatori che opereranno nell’ambito della nuova Test Facility dedicata allo sviluppo degli iniettori di neutri per il progetto ITER. Continuano nel frattempo i monitoraggi e l’analisi dei consumi energetici, finalizzati a individuare e risolvere potenziali inefficienze. Per quanto riguarda la sede storica del Consorzio RFX, essa fa parte di un gruppo di fabbricati localizzati all’interno dell’Area della Ricerca del CNR di Padova: il locale Gruppo Energia, di cui faccio parte, ha avviato già da alcuni anni un dialogo con l’Amministrazione Centrale dell’Ente ai fini di sensibilizzare la proprietà sui possibili risparmi e sui benefici derivanti da un efficientamento energetico dell’intero complesso. I processi di questo tipo sono tipicamente medio-lunghi quando coinvolgono immobili della Pubblica Amministrazione: l’auspicio è sfruttare anche i vari meccanismi incentivanti oggi esistenti e trasformare l’intera Area della Ricerca in un modello virtuoso di efficienza, da replicare possibilmente anche in altri contesti.