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Si possono ottenere dati scientifici da una macchina ormai smontata dal 2016? L’equipe del Consorzio RFX crede di sì.

15/06/2021 Ingegneria

È stata da pochissimo aperta la  camera da vuoto dell’esperimento RFX-mod, per lo studio della fisica dei plasmi in configurazione Reverse Field Pinch, in funzione dal 2004 al 2016. Al suo interno si trovano le tegole di grafite che sono la prima parete in contatto con il plasma. Queste mattonelle dal colore scuro lasciano però trapelare con strisci e venature iridescenti il passaggio del plasma. I ricercatori del Consorzio RFX, che stanno rinnovando la macchina RFX-mod grazie al finanziamento della Regione Veneto per il progetto MIAIVO, hanno quindi deciso di acquisire i dati dell’interazione plasma parete con filmati e  foto di ogni sezione della prima parete per permettere successive analisi.

Da queste immagini si calcola di poter estrarre nuove informazioni per la fisica dei plasmi da fusione.

Dopo aver raccolto l’archivio fotografico si passerà allo smontaggio delle mattonelle per recuperare le chiavi che le tengono attaccate alla struttura metallica. Queste chiavi verranno infatti recuperate e riutilizzate nella nuova macchina che verrà inaugurata l’anno prossimo.